Notte NBA Boston vince a Sacramento, successi importanti per Detroit, Utah e Atlanta
(inserito il
27-12-2007 )
(fonte basketnet.it)Sacramento - Boston 69-89
Continua senza ostacoli la corsa dei Celtics, passati a Sacramento nella loro prima trasferta stagionale ad ovest grazie ad un 2° quarto dominante in attacco ma soprattutto in difesa. Coach Rivers però sa bene che è necessaria maggiore continuità per sperare di uscire indenni anche dai parquet delle migliori squadre della Western Conference. Invece stavolta è bastato il 33-5 (6/10 da tre, forzando 12 palle perse e costringendo i Kings a 10 errori sugli ultimi 11 tentativi del quarto) nel 2° periodo, firmato da 14 punti di Pierce (16, 6 assist e 4 rimbalzi), per centrare la prima vittoria all'Arco Arena negli ultimi 11 anni. Anziché continuare su quella strada, però i Celtics nel 3° quarto hanno smarrito il momento magico, sbagliando i primi 7 tiri e permettendo ai Kings (Salmons 13, Garcia 12) con un break di 14-1 di rientrare a -11. Sacramento è tornata addirittura a -5 in avvio di ultima frazione quando Artest (15 e 6 rimbalzi) ha convertito un rimbalzo d'attacco. Le triple di House (9 con 3/5 da tre) e Posey (11 con 3/6 dall'arco) però hanno permesso ai biancoverdi di riprendere subito il controllo e chiudere in scioltezza, anche grazie ai 17 di Allen, ai 14+10 di Garnett e ai 13 di Rondo.
Utah - Dallas 99-90
In una delle gare più attese della notte, Utah ha fermato i Mavericks (Nowitzki 20, 9 rimbalzi con un mediocre 8/19) grazie al positivo finale di Carlos Boozer (21 con 8/13 e 9 rimbalzi) a coronamento di una prova molto fisica e intensa, che ha confermato come i Jazz - frizzanti in attacco con 105 punti segnati di media - riescano a vincere soprattutto quando difendono. Infatti adesso sono 10-0 nelle occasioni in cui concedono meno di 95 punti. Il primo periodo difensivo di Utah ha stupito addirittura coach Sloan, ma il 16-0 per aprire le danze è stato recuperato da Dallas già entro la chiusura del 1° tempo (47-46). I padroni di casa hanno provato ad allungare ancora nella ripresa e hanno toccato il +10 nell'ultima frazione. Un paio di triple di George (13, 6 rimbalzi, 2/2 da tre) hanno riaperto la contesa, ma la difesa di Kirilenko (17, 5 assist e 3 recuperi), Brewer (15, 7/10 e 4 rubate) e soci ha bloccato l'attacco avversario per circa 4 minuti. Per spegnere le ultime speranze dei Mavs ci sono voluti però i canestri di Boozer (97-89 a 1'30'' dal termine), che ha risolto i tradizionali problemi dei suoi nei finali equilibrati. Da segnalare anche i 17 punti e 12 assist di Deron Williams da una parte, 17 di Harris e Howard più 11 di Stackhouse dall'altra.
Atlanta Hawks – Indiana Pacers 107-95
E sono 5. Una bella cinquina per le ‘aquile’ di Atlanta che continuano a mietere vittime illustri mettendo a segno per la prima volta in otto anni una serie di vittoria consecutive così lunga. Insomma una delle squadre più calde del momento oltre ad essere una delle formazioni più micidiali tra le mura amiche. Sesta vittoria sulle sette giocate ad Atlanta per gli Hawks e record in casa di 10-6, nella Eastern Conference hanno fatto meglio solo i Boston Celtics ed i Detroit Pistons. Ancora una volta l’anima ed il trascinatore di questa squadra è stato Joe Johnson. L’ex Phoenix Suns chiude con 26 punti e 11 assist con una prova da vero leader. Alla fine saranno sei gli uomini in doppia cifra per i padroni di casa che riescono anche a mettere la museruola a Danny Granger autore forse di una delle sue peggiori prestazioni fino a questo momento (9 punti, 3/10 dal campo e 2/4 dalla lunetta).
New Jersey Nets – Detroit Pistons 83-101
Il ‘big match’ della Eastern Conference va ai Pistons che mettono in cassaforte la sesta vittoria consecutiva. Un match equilibrato complessivamente per più di trenta minuti, prima che Hamilton e compagni decidessero di mettere la parola fine alla questione nel terzo periodo. Un parziale terrificante quello inflitto dalla franchigia del Michigan al ritorno in campo dopo il riposo lungo. Canestri a raffica e percentuale rasente all’80% le cause del crollo e del colpo del ko ad East Rutherford da parte dei Pistons. Detroit chiude con ben 12 giocatori utilizzati e 11 a bersaglio guidati dai 22 punti di Richard Hamilton, dai 17 e 10 assist di Billups, due dei principali artefici dell’alta percentuale dal campo dei viaggianti. 0/8 ma 13 assist per Kidd, 21 di Carter e 17 di Jefferson.
Denver - Milwaukee 125-105
Grande spettacolo al Pepsi Center dove i Nuggets hanno letteralmente asfaltato i malcapitati Bucks. Nella sua miglior esibizione stagionale, la squadra di George Karl ha dimostrato di essere sulla strada giusta per esprimere tutto il proprio potenziale, che è notevole. La partita praticamente non è mai esistita (+11 dopo un quarto, +30 all'intervallo e anche +39 nella ripresa), perché Denver ha subito trovato l'ispirazione seguendo l'esempio di un fenomenale Marcus Camby (10 punti, 11 rimbalzi e 10 stoppate), tornato a sentire il sapore della tripla-doppia per la prima volta dal 1998. Quarta doppia-doppia in fila per Anthony (29+10 e 11/16 dal campo), 24 e 6 assist per Iverson, ma i Nuggets hanno avuto anche 13 punti da Kleiza e Carter, 12 da Smith, 11 e 7 rimbalzi dal rientrante Nenè. Milwaukee continua la tradizione negativa sul campo di Denver, dove ha perso 14 degli ultimi 17 scontri diretti. Non sono serviti a nulla i 28 punti di Williams, peraltro 22 nel 3° quarto con la partita già andata, 17 di Villanueva, 14 con 4/6 da tre di Ivey, Yi - reduce dal career-high con Charlotte - si è fermato a 8 con 2/11, male Redd (9), Bogut (6+9) e Simmons (2) che hanno combinato per 4/23 dal campo.
Philadelphia 76ers - Miami Heat 96-85
Un calvario che non riesce a trovare una fine. Un calvario che fa di una delle formazioni più attrezzate di questa Lega una formazione da bassi fondi della classifica. Un calvario che ha portato, quella che era fino a poco tempo fa la prima franchigia della Florida, gli Heat, a mettere in cascina solo otto vittorie a fronte di ben oltre venti sconfitte. L’ultima è quella arrivata la notte scorsa contro i Philadelphia 76ers. Mattatori della serata, nemmeno a dirlo, la coppia di ‘Andre’: il duo Miller-Iguodala. Dodici le assistenze che l’ex Nuggets – autore anche di 12 punti – ha dispensato per tutto il match, di cui il principale destinatario è stato il talento uscito da Arizona. Risultato: season high per Iguodala (28) e Phila che stende Miami con la partecipazione attiva anche di Korver e Williams (13 a testa). Dall’altra parte a nulla valgono le sfuriate di Wade (27) e Davis (21), dal momento che dire che la nuova coppia degli Heat ha predicato nel deserto è un vero e proprio eufemismo.
San Antonio - Chicago 94-79
Nella prima gara dopo l'esonero di Skiles, ai Bulls guidati ad interim da Pete Myers non poteva capitare cliente più difficile degli Spurs campioni in carica, oltretutto caduti una sola volta sul parquet di casa. San Antonio, tormentata da frequenti infortuni in questa stagione, era priva di Manu Ginobili ed ha perso anche Brent Barry per uno stiramento al polpaccio sinistro a 3' dalla fine del 1° quarto. Ma, nonostante questi problemi, dopo un quarto di assestamento (22-21 Chicago) ha preso facilmente in mano la partita. I Bulls sono calati col passare dei minuti mentre è salito di livello Tony Parker (28, 5 assist e 12/19 al tiro) che ha segnato 10 punti nel 15-4 che ha spedito i suoi a +18 (47-29) a 4'35'' dall'intervallo lungo. Gordon (18, 8/16 dal campo) e soci non si sono più ripresi e sono crollati fino al -25 (94-69) siglato da Finley (15 con 4 rimbalzi) a 4' dall'ultima sirena, quando Popovich ha svuotato la panchina. 12 punti a testa per Bowen, Udoka e Bonner (9 rimbalzi) che in tre hanno tirato col 67% dall'arco, solo 8 (con 2/9) più 11 rimbalzi e 6 assist di Duncan. Nei Bulls, 19+11 di Joe Smith, 3/3 da tre per 13 punti di Duhon, 12 di Deng, serata da dimenticare per Wallace (1/4, 2 punti e 5 rimbalzi), peraltro non al meglio, e Nocioni (1/11, 3 punti).
Charlotte Bobcats – Washington Wizards 104-108
Al momento dell’infortunio di “Agent 0” Arenas, tutti a Washington sapevano che si doveva trovare qualcun altro su cui contare per alzare le percentuali di realizzazioni della squadra. Ebbene sì allora: i Wizards nelle ultime uscite sono riusciti a trovare una sorta di quadratura del cerchio. Prima il ritorno di Butler, fuori per problemi fisici, che nella notte in questione ha chiuso con uno score personale di 25 punti, ma soprattutto il grande momento di un giocatore inaspettato, come Roger Mason, una delle ragioni principali dei miglioramenti della formazione della capitale e della vittoria contro i Bobcats che ha chiuso una striscia negativa di tre sconfitte. Seconda escursione al di sopra dei 20 punti per l’ex esterno di Virginia che ha trascorso qualche stagione anche in Israele. Per la precisione i punti sono stati 24 con un sontuoso 15/25 complessivo dal campo e 5 assist. Ai 24 di Mason ed i 25 di Butler, però, si sono aggiunti i 26 di Jamison ed i 20 di un ottimo Brendan Haywood che ha aggiunto anche 9 rimbalzi. Per quel che riguarda Charlotte, invece, è stata calma piatta se escludiamo le prove al di sopra delle righe di Richardson (27) e Wallace (32); troppo poco per evitare la sconfitta ed un probabile ritorno di MJ in allenamento per tenere alta la concentrazione.
Memphis - New Orleans 98-116
Uno spettacolare Chris Paul ha punito la scelta di coach Iavaroni di sfidarlo a tirare da fuori e con una prova da 40 punti (17/25 dal campo, 5/8 da tre), 9 assist, 5 rimbalzi e 5 recuperi ha trascinato gli Hornets alla terza vittoria consecutiva, stavolta sul campo dei Grizzlies, ultimi nella Southwest Division. New Orleans ha così confermato di trovarsi particolarmente bene contro le squadre che viaggiano sotto al 50% di vittorie (il record aggiornato recita 14 successi e solo 3 battute d'arresto). Dopo un primo tempo equilibrato, la gara si è spaccata nel 3° quarto, con Paul (16 e 4 assist nella frazione) autore di 9 punti e 2 assist nel break di 15-5 che ha lanciato gli Hornets verso il +13 del 36' (86-73) e verso un 4° periodo di assoluto dominio. Alla fine, per gli ospiti anche 21 punti con 5/11 da tre di Stojakovic, 20 e 9 rimbalzi di West e doppia-doppia (12+13) di Chandler. Sull'altro fronte, doppia cifra per Miller (19, 3/7 da tre), Gay (19, 3/3 nelle triple), Lowry (15+8 assist e 7 rimbalzi), Warrick (12 e 6 rimbalzi) e Navarro (10 in 16'), solo 8 punti e 8 rimbalzi di Gasol.
Orlando Magic – New York Knicks 110-96
Mai match più atteso per mettere fine ad una striscia di sconfitte consecutive. I Magic mettono, dunque, fine alle 4 ‘L’ tra le mura amiche della Florida e battono una delle formazioni più alla deriva di quest’anno: i New York Knicks. I padroni di casa hanno sempre tenuto il pallino del gioco sotto controllo e saldamente tra le proprie mani, prima di sferrare il colpo di grazia nell’ultimo quarto che ha definitivamente chiuso la contesa. Questa volta l’accoppiata vincente di coach Van Gundy non è stata Lewis-Howard, ma quella formata da Turkoglu-Lewis che hanno bruciato e crivellato la retina avversaria da ogni parte del campo (26, 6 rimbalzi e 6 assist per il turco, 25 e 6 rimbalzi per l’ex Seattle). Per i Knicks pollice alto solo per Jamal Crawford (29 e 8 assist) e Zach Randolph (22 e 9 rimbalzi), gli unici due a provare a portare a casa una vittoria che forse tutti sapevano che non sarebbe arrivata.
Golden State - Minnesota 105-101
Quinta vittoria interna consecutiva per i Warriors che, spinti dal career-high di un inarrestabile Monta Ellis (35 con 13/21 e 6 rimbalzi), hanno prima dominato e poi spento le speranze di rimonta di Minnesota. Avanti anche di 22 nel 1° tempo (50-28) dopo un layup di Ellis, Golden State si è ritrovata a +13 a metà gara e si è vista recuperare il +12 conquistato all'ingresso nell'ultimo quarto. La rimonta è partita (88-79) da Walker (11 con un pessimo 3/13) ed è arrivata fino al -2 (98-96) di Gomes (14+5 rimbalzi) a 1'04'' dalla fine. Ma, sotto 100-96, i Timberwolves hanno commesso una gravissima infrazione di 24'' e i Warriors sono riusciti ad archiviare la pratica. 27 con 7 assist e 6 rimbalzi per Baron Davis, 19+6+6 di Jackson, 11 di Harrington nella squadra di Don Nelson che ha lasciato ancora una volta Belinelli a guardare. La squadra col peggior record della NBA invece ha avuto anche 15 punti a testa dai rientranti Jaric (8 rimbalzi e 5 assist) e McCants (3/6 da tre), 12 da Telfair ma soprattutto un ottimo Jefferson da 20 e 19 rimbalzi.

Commento:Howard Superman (NBA.com)
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