Risultati Notte NBA
(inserito il
05-01-2008 )
(fonte basketnet.it)Toronto Raptors – Detroit Pistons 85 – 101
Se i Celtics colpiscono i Pistons rispondono e passano d’autorità a Toronto. Successo ineccepibile e maturato nell’ultimo periodo con una grande prova corale offensiva, 22 di Hamilton 20 di Sheed Wallace e 18 di Billups.
Fondamentale il contributo del pino di Detroit che con Maxiell e Hayes ha schiantato l’improduttiva panchina dei padroni di casa, 1/10 globale.
Il vero trascinatore dei Raptors per gran parte della gara è stato il nostro Andrea Bargnani che ha messo 25 punti con un ottimo 10/16 dal campo, Andrea però sparisce nell’ultimo periodo provando (e sbagliando) l’unico tiro tentato.
Orlando Magic – Houston Rockets 104 -95
Vittoria con il brivido per i Rockets a domicilio contro i Magic in una gara contrassegnata da un giallo finale.
Sotto di due i Magic provano a pareggiare il conto con Lewis che però sbaglia, sul rimbalzo è Adonal Foyle a cercare ed a trovare il tap in del pareggio.
Sembra fatta per l’overtime ma gli arbitri dopo una serie interminabile di replay decidono che il tap in di Foyle sia arrivato oltre la sirena ed assegnano la vittoria ai Rockets.
Successo importante per i Rockets ancora senza TMac almeno per 2 settimane, decisivo Yao Ming che chiude a quota 26 ed ha il grande merito di spedire fuori per falli il rivale Dwight Howard.
Per Orlando 20 punti di Jameer Nelson e 13 con 11 rimbalzi per Turkoglu.
Indiana Pacers – Atlanta Hawks 113 - 91
Chiudono la loro striscia negative i Pacers battendo senza alcun problema gli Hawks.
Protagonista assoluto Danny Granger che, dopo qualche partita sottotono, esplode come ad inizio stagione chiudendo a quota 32 comprese 5 triple.
Atlanta resta in partita sino all’inizio del terzo quarto grazie alla serata brillante di Childress, 26 con 8 rimbalzi.
Boston Celtics – Memphis Grizzlies 100 - 96
Non si fermano più i Celtics che battono anche Memphis anche se senza brillare.
Successo mai in discussione quello biancoverde nonostante un Ray Allen fuori giri, 0/9 dal campo, che però realizza i liberi della staffa nei secondi finali.
Per un Allen non in serata ecco spuntare l’altro, Tony, che mette a referto 20 punti ed aiuta l’altra parte del triangolo mortale, Pierce e KG, a togliersi dai guai.
Coach Rivers soddisfatto a fine gara nonostante i patemi:”Avevo avvertito i miei ragazzi che non dovevamo pensare troppo al super match contro i Pistons, prima c’era questo impegno con Memphis ed avevo chiesto a tutti grande attenzione. Siamo stati bravi a non abbassare mai la guardia, i Grizzlies si sono dimostrati davvero temibili”.
Memphis ha avuto il gran merito di rendere la vita difficile a questi Celtics, eccellente Navarro con 20 punti ben spalleggiato dal solito Rudy Gay, 21 con 5 assist.
New Jersey Nets – Charlotte Bobcats 102 - 96
Tornano a sorridere i Nets che riassaporano quota 500 (16-16 il loro record) battendo i Bobcats.
Successo firmato dal solito trio meraviglia: 28 per RJ 30 per Vincredible e tripla doppia per gradire di Jason Kidd.
Eroica resistenza dei Bobcats che ammainano bandiera bianca solo dopo il sesto fallo di un fantastico Jason Richardson, 33 con 8 rimbalzi.
Cleveland Cavs – Sacramento Kings 97 - 93
Gran rimonta dei Cavs guidati da un irresistibile LeBron James, 24 con 8 rimbalzi e 10 assist, ma ben coadiuvato dal supportino cast, 13 di Brown e Gibson e 11 di Varejao.
Kings coraggiosi, ancora senza Bibby-Artest e Martin, ma sfortunati nonostante un Salmons in forma strepitosa, 22 con 7 rimbalzi e 5 assist.
Minnesota Timberwolves – Denver Nuggets 107 - 118
I postumi e l’adrenalina della vittoria contro I campioni in carica dei San Antonio Spurs erano ancora nell’aria per i Denver Nuggets che spazzano via e fanno dei poveri Minnesota un sol boccone. Una gara a senso unico, nonostante i piccoli vantaggi dei viaggianti che qualche energia l’avranno pur spesa per portare a casa la vittoria conto gli ‘speroni’. Alla fine però è prevalso il solito discorso del maggio tasso tecnico delle ‘pepite’ che nel momento del bisogno hanno saputo trovare la forza di imprimere il loro marchio. D’Altronde avere in squadra gente come Iverson e Melo, non è cosa da tutti. Ancora loro i protagonisti assoluti del successo di questa notte Nba con l’ex Phila che chiude il suo conto personale con 33 punti (tornando a percentuali philadelphiane con 10/21 al tiro 4/8 dalla lunga distanza e 9/10 dalla lunetta), mentre l’ex Syracuse ne scrive 26 per chiudere definitivamente il conto. Dall’altra parte per una volta Al Jefferson trova la complicità e l’aiuto dei compagni e nella fattispecie di Rashad McCants che gli ruba la palma di top scorer di serata con 34 punti finali.
Milwaukee Bucks – Washington Wizards 77 - 101
Un rullo compressore. Una sorta di squalo che sente l’odore del sangue ed azzanna la sua preda. Insomma una vittoria fin troppo facile per il team della capitale che al Bradley Center in Wisconsin fanno il bello ed il cattivo tempo, approfittando anche della giornata da spettatori non paganti dei padroni di casa. Una vittoria che sta tutti in pochi ma essenziali numeri: 23-10 di fino primo periodo; 27-18 al ritorno in campo dopo l’intervallo lungo, ma soprattutto le mortifere percentuali dei Bucks 38%da due, 16% da tre e 70% dalla lunetta di squadra: con questi numeri e cifre non si va da nessuna parte ed i 77 punti complessivi ne sono la più nitida dimostrazione. Dall’altra parta i Wizards hanno sciorinato tutto il loro repertorio offensivo chiudendo con l’altissimo 55% da due e Antawn Jamison mattatore di serata con 24 punti e sei rimbalzi. Nota di cabala: lo scorso 1 di aprile in questa stessa Arena Caron Butler esce infortunato saltando i playoff.
San Antonio Spurs – New York Knicks 97 - 93
Con un record in trasferta al limite dell’assurdo, una sola vittoria e dodici sconfitte, senza un giocatore fondamenta come Zac Randolph (sospeso per un match per i fattacci di qualche giorno fa quando gettò la fascia addosso ad un arbitro ndr) e con 16 palle perse in 48 minuti, i Knicks riescono a produrre una prova di solo orgoglio e dare qualche grattacapo in più ai ‘defending champion’ degli Spurs. Il trio Curry (25+14 rimbalzi), Crowford (24) e Robinson (14) c’ha provato, ma dall’altra parte gli San Antonio ha avuto dalla sua un dato che non porta mai alla sconfitta. Una sorta di bonus: la prova al disopra del par in attacco di Bruce Bowen. Quando lo ‘stopper’ neroargento scende in campo mettendo anche 15 punti con 5/10 da due e 2/5 da tre e 3/4 dalla linea della carità, allora nemmeno una New York d’assalto può farci nulla.
Dallas Mavericks – Miami Heat 94 - 89
Questa volta niente colpaccio e niente vittoria all’America Airlines Center di Dallas per Miami che incamera ancora una sconfitta allungando la serie di ‘L’ consecutive a sei ed un record di vittorie-sconfitte nelle ultime dieci uscite di 2-8. Una sorta di maledizione che non riesce a trovare una fine con una squadra che non riesce a fare quadrato ed a vedere finalmente chiusa la questione infortuni e problemi fisici. Tre quinti dello starting five fuori per Pat Riley con Wade, O’Neal, Jason Williams ed anche Zo Mourning in borghese ad applaudire i compagni dietro la panchina. Insomma non certo la formazione con la quale speri di battere un’armata come quella dei Mavs. Eppure gli Heat ci sono andati vicino. Avanti nel punteggio fino alla fine del terzo periodo, Miami ha resistito fino all’ultimo minuto giocandosela punto a punto. Ma prima l’autentica fesseria di Alexander Johnson, la tripla di Nowitzki, il layup sbagliato da Ricky Davis e l’ultima palla persa dai viaggianti neoi secondi finali, hanno fatto la frittata e gettato al vento una vittoria che avrebbe alzato non di poco il morale all’interno del team della Florida.
Los Angeles Lakers – Philadelphia 76’ers 124 - 93
Facile quanto rubare le caramelle ad un bambino. Settima vittoria nelle ultime dieci per i losangelini che sera dopo sera stanno scalando la classifica della Pacific ed in generale quella della Western Conference. Poco più di due le partite di distanza dai leader dei Phoenix Suns per i gialloviola che archiviano la pratica Sixers in men che non si dica: secondo quarto da paura e Phila Ko tecnico incapace di reagire e replicare agli avversari. Oddio quando i tuoi avversari tirano con la migliore percentuale di realizzazione degli ultimi 23 anni (47/72 e 66,7%, mentre la migliore statistica al riguardo fu nel 1984 nella vittoria per 130:108 contro Houston con 67,8 ndr) diventa anche difficile cercare di recuperare il gap. Ben sette gli uomini in doppia cifra, ma alla fine la palma di dominatore assoluto va, ovviamente oseremo dire, ad Andrei Bynum. Ancora una volta il prodotto della St. Joseph High School, ha dettato legge sia in termini di canestri segnati, scrivendo 17 ma con 6/8 dal campo, ma anche in termini di rimbalzi. Sedici i palloni vaganti raccattati dal lungo gialloviola che valgono anche come massimo in carriera per un giocatore che di anni alle spalle ne appena due. Serata di normale amministrazione, invece, per Kobe che ha chiuso con 15 punti, ma forse con una consapevolezza in più che questa squadra poi cosi male non è.
Golden State Warriors – New Orleans Hornets 104 - 116
Serata di record personali quella che è appena trascorsa al di la dell’oceano. Dopo il carter high di rimbalzi di Bynum, che come detto qualche riga sopra ne ha catturati 16, Tyson Chandler decide di fare meglio fissando non solo il suo personale season high di punti a quota 22, ma di voler pareggiare il conto in termini di numeri anche per quanto riguarda la voce dei rimbalzi. Alla fine, infatti, sono stati 22 gli ‘spalding’ arruffati dall’ex Bulls che ha dominato sotto entrambi i cristalli e soprattutto sotto il proprio tabellone dove sono stati addirittura 14 i palloni recuperati. Ma Chandler a parte, la vittoria degli Hornets sta tutta in uno starting five davvero cinque stelle. Un quintetto che quando è in serata non è secondo a nessuno, soprattutto se poi Chris Paul è in serata: 34 punti e 13 assist di cui hanno beneficiato a turno i vari Stojakovic, West, lo stesso Chandler ed anche Morris Peterson (escluso quest’ultimo tutti al disopra dei 20 punti). Tra le fila dei Warriors match da dimenticare per Jackson, che ha sparecchiato a salve per tutta la partita, mentre si sono mantenuti sui loro standard la coppia formata da Davis ed Harington (26 e 24) ai quali si è aggiunto Biedrins che Don Nelson ha preferito allo stesso Harrington come partente nello starting five. Ancora spiccioli di partita per Belinelli in campo per poco più di un minuto e 2 punti segnati.

Commento:Howard Superman (NBA.com)
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